Nelle Vicinanze

NELLE VICINANZE – Monumenti e luoghi d’interesse nel Paese

La chiesa parrocchiale del capoluogo, edificata nel XVII secolo, ma rifatta due secoli più tardi, è intitolata a Santa Maria Assunta, e custodisce affreschi e sculture di buona fattura, risalenti ad un periodo compreso tra il XIV ed il XV secolo. La chiesa della frazione Novazza, dedicata ai Santi Pietro e Paolo e risalente al XIX secolo, possiede un ciclo di affreschi sulla vita di San Pietro, eseguito da Ponziano Loverini. Merita menzione pure la chiesa di Colarete, dedicata a San Michele, con affreschi del XV e del XVI secolo. In mezzo all’altopiano di Selvadagnone spicca la chiesa di Sant’Antonio Abate, con una tradizione storica e devozionale non di certo inferiore alle altre chiese valgogliesi.

Il vicino torrente, i verdi pascoli, e il paesaggio che si apre su tutta la Valle Seriana fa di questa località una delle più suggestive dell’intero territorio parrocchiale. All’interno è possibile apprezzare la statua del santo, ai cui piedi emerge un maialino che sembra quasi sorridere. Numerose le opere riguardanti sant’Antonio tra le quali, oltre ai quadri e agli affreschi, il paliotto dell’altare a lui dedicato.

La festa di Sant’Antonio, da sempre amato dalle genti di montagna per il legame con il bestiame, viene celebrata la terza domenica di luglio, con una delle ultime processioni campestri rimaste nella nostra diocesi.

Da non dimenticare poi l’Oratorio di san Rocco, collocato nella contrada Bonaldi, sulla strada dei Bortolotti verso Casa Ratti. Non è testimoniata solo dalla tradizione legata a san Rocchino, ma anche da un documento ufficiale del XVI secolo, in cui l’allora parroco don Battista De Bonaldis, rectorem Valgulii dal 1561 al 1596, chiedeva al vescovo di Bergamo Federico Cornelio di poter celebrare in questo luogo su un altare portatile.

Con questa premessa, è lecito supporre che questo edificio sia ben più antico, rappresentando da secoli un luogo di culto per quella zona. Questa chiesa, costruita per servire le contrade di Bonalda e Bortolotti, testimonia l’importanza di queste due contrade, storicamente interessate da un ampio mercato del bestiame nei periodi di ritorno dei bovini e degli ovini alle stalle. All’interno spiccano opere di notevole rilievo artistico.

Oltre all’affresco di san Rocco, di cui rimangono solo alcune parti, di particolare interesse risultano essere gli affreschi riguardanti Maria: due Madonne con Bambino, un’Addolorata e una Madonna che allatta Gesù. Proprio quest’ultima si può considerare gemella di un affresco presente lungo la parete sud dei portici della parrocchiale di Santa Maria Assunta, testimoniando lo stretto legame che da sempre intercorre tra le varie contrade di Valgoglio e la propria parrocchia.

 

Parco Sospeso – Gromo

Il parco è formato da percorsi differenziati costituiti da molteplici giochi aerei. Si sviluppa da terra alle fronde degli alberi in un crescendo di difficoltà, utilizzando corde, ponti, liane e reti. L’attrezzatura data in dotazione consente di divertirti nella più assoluta sicurezza.

Il parco sospeso nel bosco è immerso nello spettacolare ambiente delle Alpi Orobie, situato a 1300 mt di altitudine, permette di osservare la flora e la fauna alpina nello svago più rilassante e salutare. Tutti i percorsi sono istruiti progressivamente da indicazioni e cartellonistica, sono seguiti da personale specializzato a terra che garantisce l’assistenza necessaria affinché l’attività si svolga nella massima sicurezza.
Il parco sospeso è aperto da giugno a settembre tutti i sabati e le domeniche, ad agosto tutti i giorni e, per i gruppi, tutti i giorni su prenotazione. A partire da 6 anni, i percorsi si differenziano per colori, per grado di abilità e preparazione atletica.

 

Büs di Tàcoi – Gromo

Il nome Büs di Tàcoi trae origine dal dialetto bergamasco “buco dei Gracchi”, il gracchio è un uccello che utilizzava il pozzo d’ingresso alla grotta per nidificare.

La tradizione vuole che il primo abitante ad essersi avventurato nella grotta sia stato, poco dopo il termine della prima guerra mondiale, un certo Filisetti di Gromo, che senza l’ausilio di nessuna corda, si calò nel pozzo di ingresso.

Le prime esplorazioni a carattere scientifico, effettuate dal Gruppo Grotte Bergamo, portano la data del 1927 e furono descritte in una pubblicazione dell’epoca (La grotta Büs di Tàcoi) a cura di E.Boesi. Per la prima volta venne tracciato un parziale rilievo ed una planimetria della grotta molto prossima al reale, in seguito ci furono poi numerose esplorazioni. L’ingresso della grotta si apre a quota 1550 metri s.l.m. e si sviluppa dirigendosi verso sud-est.

La maggior parte delle rocce attraversate nel sottosuolo, presentano strutture concentriche ed alla calcimetria. La grotta può essere divisa in quattro separati settori.

Primo settore – Superiore o Ingresso

Secondo settore – Intermedio o del Labirinto

Terzo settore – Profondo o dei Saloni

Quarto settore – Profondissimo o del Laghetto

La Pro Gromo, (tel. 0346/41345) nel periodo estivo organizza diverse visite guidate alle quali è possibile aggregarsi, per effettuare una emozionante esperienza speleologica in tutta sicurezza.
Cascate del serio – Valbondione

Le più alte d’Italia Le cascate del Serio sono le più alte d’Italia con 315 m. di altezza e le seconde in Europa. Sono formate da un triplice salto di 106,74 e75 m. di dislivello. La diga dalla quale viene liberata la massa d’acqua fu completata nel 11/1931. Prima di questo intervento dell’uomo scendeva naturalmente dal lato sud del sovrastante piano del Barbellino. Dal 1969 in poi (escluso il periodo dal 1975 al 1977 in cui per lavori di manutenzione alla diga si svuotò il lago e il salto della cascata si poté ammirare tutti i giorni) è stato possibile assistere allo spettacolo delle cascate una volta sola all’anno nel mese di Luglio. Attualmente è invece possibile ammirarle per ben 5 volte l’anno. Le date vengono stabilite di anno in anno dall’acquedotto ma solitamente le aperture si concentrano tra giugno e ottobre, addirittura è possibile vedere l’apertura delle cascate di notte. L’acqua viene liberata dal bacino del Lago del Barbellino quando viene accolta da un fragoroso applauso dei numerosi presenti subito sovrastato dal rombo dell’impeto della enorme massa d’acqua: Il grande salto del fiume Serio.

 

Aquapark canyoning sul Nero – Valbondione

Fiumenero Nero è il nome del torrente che scende dalla conca del Brunone, il corso d’acqua ha cesellato nella pietra il canyon perfetto: ambiente splendido, acqua abbondante e pulita, una sequenza mai troppo difficile di strettoie, calate salti e toboga, concentrata in una discesa di circa un’ora. Un’esperienza intensa, una breve escursione porta alla partenza della discesa, non particolarmente impegnativa e lunga, dove è piacevole soffermarsi nella grande pozza finale, divertendosi con gli amici a tuffarsi dalle pareti.

Nuotare, scalare, tuffarsi, scendere in corda doppia, lasciarsi semplicemente trasportare dal flusso delle acque, tutto questo è il terrorismo o, per dirlo in inglese, il canyoning. Più che uno sport è n gioco entusiasmante, non uno sport estremo, ma un’attività alla portata di molti, pur sottolineando che serve un minimo di preparazione tecnica e fisica. Se volete farvi accompagnare in un’escursione sul Nero, o nelle altre affascinanti forre orobiche, o partecipare ad un corso: www.guidealpinebergamo.it .

 
Orologio Planetario Fanzago – Clusone

L’Orologio si trova sulla facciata Sud della torre del municipio, edificio di tipica costruzione medioevale che è stato chiamato anche «Palazzo del Podestà di Valle» o «Palazzo della Ragione». L’Orologio è un capolavoro meccanico di grande rilievo, concepito e costruito nel 1583 da Pietro Fanzago, ingegnere meccanico, matematico, fonditore di Clusone, ed è l’unico esemplare del suo lavoro. Danza Macabra – Clusone L’Oratorio dei Disciplini sorge in posizione appartata ad ovest della maestosa basilica clusonese con accesso dal sagrato o dalla scalinata di via S. Bernardino. È conosciuto soprattutto per gli affreschi esterni sul tema della morte ma conserva al suo interno il ciclo delle “Storie di Gesù” meno conosciuto ma altrettanto meritevole dell’interesse dei visitatori e degli studiosi della pittura quattrocentesca. Sulla facciata volta ad est domina il tripartito affresco del Trionfo della Morte, della Danza Macabra, dei Vizi e delle Virtù. L’opera è del 1485 come testimonia la data segnata sul cartiglio esterno a sinistra, nel Trionfo in alto. Si tratta di una sintesi unica di tutti i temi macabri che ritroviamo separati in altri affreschi dello stesso genere sparsi per l’alta Italia e l’Europa: dalla Francia fino in Lettonia, dalla Svizzera fino in Finlandia. Questo affresco pregevole ed importante è visitato da studiosi di tutta Europa e da numerosi turisti. Gli affreschi esterni Il grande affresco sui temi della Morte e del Giudizio è diviso in treparti: in alto il Trionfo della Morte, al centro la Danza Macabra e in basso i resti della parte comunemente riferita ai Vizi e alle Virtù.